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La filosofia di The Martian – Le acque internazionali della ragione.

DOMANDA:

“che diritto ho io, occidentale bianco diciottenne della classe media del XXI secolo, di credere che la mia visione della realtà e del posto che occupo in essa sia più vera e più autentica di quella di un islamico radicale folle che è fermamente convinto che il bene sia farsi esplodere in una piazza piena di persone?”.

Una domanda del genere mi fa ribrezzo, mi spaventa il fatto che mi interroghi se il terrorismo sia un atto giustificabile, eppure c’è, è lì e la sua bruttezza non fa altro che attrarre il mio sguardo, implora di essere discussa, presa in considerazione. Al di là di ogni ipocrisia, è questa la domanda che mi pongo non appena sento la notizia di un attentato, quando i media riportano una qualunque situazione in cui i diritti umani non sono più considerati inviolabili, indiscutibili e inemendabili ma negoziabili, mobili, relativi.

Per questo “The Martian – Sopravvissuto”, ha avuto un impatto sulla mia vita tanto travolgente. The Martian è la storia che scioglie l’enigma che quella domanda inquietante aveva posto, perché racconta di una “sopravvivenza cosmica”. Il film narra di un biologo in missione su Marte che viene abbandonato sul pianeta rosso. Solo, senza possibilità di comunicare con la Terra e in balia della forza distruttiva di una natura incontrollabile, Matt Damon è costretto a improvvisare, a sopravvivere.

E il punto è che nella sopravvivenza non ci sono mezzi termini: fai una cosa giusta e vivi, una sbagliata e sei fuori dal gioco. Non è quindi possibile avere dubbi (sto semplificando ovviamente) sulla validità e sul risultato dell’applicazione di quello strumento fornitoci dalla natura e sviluppato in modi così diversi, variopinti e originali dalla cultura: la ragione.

Il Marziano, dispiegando tutte le forze dell’intelletto e della logica, ci dimostra che è grazie alla capacità, tipicamente sviluppata negli esseri umani, di risolvere problemi altamente complessi e altamente ramificati in un gran numero di contesi diversi, che è possibile non morire, assecondare il nostro istinto all’autoconservazione.

La storia di The Martian è estrapolata da ogni contesto culturale, ideologico, religioso o istituzionalizzato proprio per mostrare come al di là della “finzione” della tradizione e del codice sociale, anche in un pianeta “non umano”, l’unico fondamento sensato per modificare attivamente se stessi e la realtà, è agire razionalmente, seguendo una logica che trascende ogni condizionamento storico, geografico, ideologico, che è il risultato di un processo di evoluzione biologico e culturale che si è sviluppato nelle sue forme più feconde e potenti in quello che noi chiamiamo Occidente a partire dall’antica Grecia passando per lo sviluppo della matematica, della fisica, della biologia, della filosofia, della politica, del diritto e della letteratura.

Parlano i fatti e i fatti dicono che la visione del mondo più utile, feconda, ragionevole e produttiva è quella elaborata dalla scienza e dal ragionamento filosofico, che sono discipline nate e cresciute in Occidente.

Questo non significa essere imperialisti della cultura, ma ammettere il dato “assoluto” dello sviluppo geografico “contingente” di un certo modello di vita (contingente perché tutte queste imprese intellettuali avrebbero potuto nascere e svilupparsi anche in Asia!): il modello della risoluzione razionale dei problemi strutturato in discipline precise e regolate come la matematica e la fisica.

Il cervello funziona come un risolutore di enigmi, e in questo processo di verifica di ipotesi, la scienza è decisamente il modello più efficace (ne ho parlato qui: La filosofia della Guida Galattica Per Autostoppisti). Al di là di ogni relativismo The Martian afferma la validità assoluta della ragione nella risoluzione del problema che accomuna europei, americani, africani e asiatici di ogni tempo: creare il proprio posto nella realtà.

Proprio come Kant e Spinoza avevano riconosciuto nell’intelletto una tensione universale, nell’umanità un principio comune e perciò oggettivo, così Matt Damon nel film ci mostra come nella sopravvivenza intesa come evento al limite, non sia importante essere appartenenti a una cultura, a una religione, a una ideologia particolari, bensì essere parte dell’umanità, un gruppo di individui che condividono la stessa possibilità, che agiscono sullo stesso piano di potenza.

L’oggettività non sta quindi nel riuscire ad accedere a una prospettiva slegata da condizionamenti o da influenze, perché è impossibile avere una visione del mondo che non sia allo stesso tempo intimamente umana nel suo essere intimamente legata alle nostre sensibilità, ai nostri interessi, ai nostri valori (non c’è fatto senza valore, dirà Putnam, uno dei filosofi americani più importanti della storia). NO, il termine oggettivo cambia accezione a partire da Kant: è oggettivo proprio ciò che è profondamente umano, perché condiviso da tutti quanti noi: la ragione. In questa dimensione oggettivo coincide con intersoggettivo. È nella dimensione dell’intersoggettività che agisce l’essere umano, dove la ragione è allo stesso tempo universale (perché condivisa da tutti), e parziale (perché è sempre legata alla mente, al corpo e alla nostra ineliminabile prospettiva umana).

La parzialità è la più universale delle caratteristiche della mente umana.

Solo partendo da questo presupposto è possibile essere ragionevolmente relativisti da ammettere che il relativismo è ragionevole, e che quindi potrebbe anche chiamarsi realismo, oggettivismo o razionalità. Perché esso ammette la pluralità delle forme della ragione all’interno dello stesso campo di possibilità condiviso dall’essere umano. E ammette soprattutto che essere relativisti significa difendere il principio fondamentale della relatività: la prospettiva. E farsi saltare in aria in una piazza è esattamente il contrario della difesa della prospettiva specifica di ogni individuo perché ne è la negazione più lampante.

Questo significa essere GIUSNTURALISTI, difendere il diritto naturale ad essere umani, in una parola, a essere razionali.

 

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