Film

La filosofia di SpiderMan. Il limite del potere

“Da un grande potere derivano grandi responsabilità”. Ma allora, chi vuole le responsabilità?! E SOPRATTUTTO, chi vuole il potere?!

L’incontro di Peter Parker con i suoi poteri è un accadimento che irrompe sconsideratamente nella sua vita e impone una ridefinizione del modo di vedere e vivere la realtà. Ma l’evento “Spider-Man” non è l’unico a presentarsi nella vita di Peter: se da un lato diventa un super eroe, dal’altro si innamora di Mary Jane. Sono questi due avvenimenti che mettono in moto la storia nella trilogia di Sam Raimi, che qui prenderò in considerazione sia perché ho dei legami affettivi con questa trasposizione sia perché mostra il dramma della storia di Spider-Man. Infatti essa mostra come Peter sia messo di fronte a una scelta impossibile, che gli impone di rispondere alla domanda tra PUBBLICO e PRIVATO, tra la responsabilità nei confronti della massa e la responsabilità nei confronti di sé stessi, tra un potere (potenzialmente) INFINITO e una felicità (potenzialmente) INFINITA. Peter è dilaniato da questo conflitto che emerge con sempre maggior vigore nei tre film: Peter Parker o Spider-man? L’uomo o l’eroe? Ha ragione lo zio Ben a dire di uccidere l’uomo per la maschera, o è giusto il contrario, l’amore per Mary Jane?

 

Spider man incarna narrativamente due diverse correnti filosofiche:

  • da un lato l’UTILITARISMO di John Stuart Mill secondo cui la giustizia che l’uomo deve perseguire consiste nel raggiungimento della “maggior felicità per il maggior numero di persone”;

  • dal’altro, il ROMANTICISMO INDIVIDUALISTICO secondo cui è il soggetto, il singolo, che deve imporre sé nella storia, che deve ottenere la felicità che non può quindi essere ridotta a una questione statistica come vuole Mill.

Da un lato abbiamo una concezione quantitativa della felicità e della giustizia, dal’altro una qualitativa e quindi irriducibile a una media “matematica”.

L’utilitarismo ha una conseguenza drastica perché implica che ci sia qualcuno che sacrifichi la propria privatezza in vista di quella del “maggior numero”. Lo zio Ben è la traduzione di questa visione: l’eroe deve immolarsi per gli altri, ha il dovere morale di mettersi al servizio. Ma questo è inconcepibile per l’individuo, che non vuole salvare ma vuole amare. La questione filosofica che Spider Man pone è il contrasto tra pubblico e privato, utilità e individualità. Come si risolve questo problema enorme?

  1. Il cristianesimo lo risolve facendo coincidere il pubblico e il privato, cioè elaborando una dottrina per cui la felicità dell’individuo sta nella felicità altrui, nell’aiuto totale del prossimo;
  2. Max Stirner, filosofo tedesco dell’800, al contrario ci dice che la felicità è un fatto irriducibilmente privato, individuale e strutturalmente anarchico;
  3. Richard Rorty, filosofo americano contemporaneo, propone una risposta che suona come una precisazione di quella di Stirner: la risoluzione del problema sta nella sua dissoluzione, nell’ammissione che le due parti siano effettivamente inconciliabili. Da buon pragmatista, Rorty è consapevole che sia necessario l’esercizio di un potere, una parte pubblica, ma sa che deve esistere solo nella misura in cui essa assicura ai singoli la loro individualità senza che essa invada quella altrui.

Ma Spider-Man non risolve il problema né col cristianesimo, né con Stirner né con Rorty: semplicemente non lo risolve. Il suo potere è troppo grande e implica una responsabilità che travalica quella politica del governante, è un potere che non ammette sconti o parzialità. O tutto o niente. E di fronte a questo né Spider Man né Peter Parker possono fare qualcosa. Perciò ancor più che una storia che si interroga sulla relazione tra pubblico e privato, questa, come tutte le storie di Super eroi, è una storia sul limite del potere.

Una delle scene più belle della trilogia. Spider-Man spaccato tra l’amore per Mary Jane e la responsabilità di centinaia di persone.

Nel momento in cui siamo messi di fronte a un potere tanto grande, ogni nostra concezione umana di regolazione e amministrazione di quello stesso potere cade. La responsabilità di Spider-Man nei confronti della collettività è più inquietante di qualunque altra pressione immaginabile nelle normali categorie del potere politico che è per sua natura istituzionalizzato, limitato e circoscritto. Quello dei supereroi è invece per definizione un potere sovra politico, perché non si può tirare indietro davanti al crimine, che è “infinito”: il super eroe deve rispondere con un potere senza limite, altrettanto infinito ponendosi al di là della legge allo stesso modo del criminale combattendolo sul suo stesso campo. Spider-Man è logorato dal senso di colpa, dal peccato originale che, secondo il cristianesimo, tutti ci portiamo dietro pur non avendo commesso alcun crimine, che proprio come il morso del ragno, non è stato scelto da Peter. È questo senso di colpa che muove le azioni dell’eroe, che arriva a sacrificare la sua libertà, la sua volontà privata per servire un fine più alto, un bene superiore, un principio che lo sovrasta: il bene altrui. In questo senso la decisione di Peter Parker nel secondo film della trilogia di riprendere i suoi poteri, di ritornare ad essere Spider-Man, è un atto genuinamente cristiano e in quel momento il personaggio è Cristo, che si immola per gli altri, si sacrifica per un bene assoluto. Ma la storia di Spider-Man non termina così, mette in scena l’inciampo del sacrificio, la sua insufficienza per un uomo che non ha chiesto di essere dio. Alla fine del terzo film tutto rimane sospeso, senza risoluzione, il problema sembra insuperabile e rimane tale. Spider-Man sarà sempre una maschera di Parker e Parker una maschera dell’eroe. Contraddittorio. E da questa contraddizione nasce la profondità della storia di Spider Man. Ciò che essa ci insegna è il limite del potere, che DEVE essere politico, circoscritto e non totale, regolato e non infinito. Per il bene di chi troppe volte si è visto schiacciare da un potere che non aveva nessun diritto di essere illimitato. E per il bene di chi non può strutturalmente gestire un potere del genere.

Faccio parte del programma di Affiliazione Amazon. Se acquisti il cofanetto della serie dal link qui sotto supporti il mio progetto di divulgazione senza sborsare un centesimo in più rispetto al prezzo del prodotto! Semplicemente la commissione che COMUNQUE prenderebbe Amazon, la prendo io 😉

 

 

 

Rispondi