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La filosofia di How I Met Your Mother. Perché quel finale?

How I Met Your Mother non è una storia d’amore.

Sì, perché HIMYM è una storia sull’amore. È questo il motivo per cui tante persone odiano il finale della serie: hanno frainteso il suo scopo. Essa non nasce per raccontare la storia d’amore tra Ted e La Madre, altrimenti si sarebbe chiamata “How I Lived My Life With Your Mother”! L’obiettivo della narrazione è piuttosto quello di mostrare l’amore come concetto astratto, come forma di interpretazione generale dell’universo. Perché è esattamente questo che fa Ted con l’amore: per il nostro amato architetto l’amore è una struttura mentale per comprendere e dare un senso agli eventi che ci accadono. Quante volte lo abbiamo sentito parlare di destino, universo, senso degli eventi, fato? L’anima gemella è il magnete che fa girare la bussola, la chiave di volta per girarsi indietro e vedere che tutti quegli eventi alle mie spalle hanno condotto esattamente dove sono, con la persona con cui sono.  Le storie davvero grandi sono quelle che suscitano il sentimento del sublime. Il terrore mischiato a una bellezza che non si riesce a circoscrivere, di fronte a un evento della vita che non riesco a razionalizzare: il concatenamento cosmico e impenetrabile di ogni singola azione personale e impersonale, ogni accadimento fortuito, volontario, malvagio, disinteressato o inconsapevole che si intrecciano per portare a un avvenimento imprevisto. Esattamente come perdere un ombrello giallo una sera alla festa di San Patrizio. Quel sentimento sublime riesce a dispiegarsi in tutta la sua verità quando una narrazione mi mette di fronte a una complessità che non avevo previsto né potevo in alcun modo prevedere, che mi fa riconoscere impotente, che mi sovrasta irrimediabilmente, una complessità per cui non sarò mai pronto.

Se Tolkien ha scelto l’anello per raccontare il sublime e Stanislaw Lem l’oceano di Solaris, How I Met Your Mother ha scelto l’amore, per raccontare l’Evento: qualcosa che ci capita come risultato di una catena causale di proporzioni cosmiche, la rete di forze all’interno della quale siamo spinti da ombre che non riusciamo a identificare. È quello che accade quando Ted incontra Robin e soprattutto quando Ted incontra Tracy, la ragazza con l’ombrello giallo. In quel momento diventa reale ciò che fino ad allora era virtuale e celato alla ragione, la possibilità di amare colei che aveva esattamente le caratteristiche che era previsto naturalmente, biologicamente, strutturalmente, mi facessero innamorare. How I Met Your Mother è la grande storia degli eventi che hanno portato all’Evento per eccellenza, quello che ci frattura, ci sconvolge e ci rompe: l’incontro con la persona amata. Una volta finito di raccontare l’“infinita” catena causale, la storia ha raggiunto il suo obbiettivo. Ma per essere davvero totale, per allargarsi fino a un momento prima che si strappi, la storia mostra altri piccoli Eventi. Così se l’amore per Tracy era stato uno sconvolgimento positivo, la sua morte è una negatività irreversibile: il fatto che, nell’ultima puntata, tutto scorra così velocemente è connaturato al desiderio di trasmettere la caducità della bellezza e della felicità, il fatto terribile che un evento positivo è il primo momento di un evento negativo, che accade come una caduta, un inciampo su sé stessi. Lo storico gruppo di amici si allenta; sappiamo che Ted, durante i dieci anni passati con Tracy, è felice come non lo sarà mai più, e infatti ce lo dice più volte: “She’s the one”; nel frattempo Robin e Barney divorziano e ognuno prende strade diverse. La vita cambia e questo ci suscita un senso di nostalgia terrificante. Eppure in mezzo a tutto il caos degli eventi cosmici e microscopici, noti e ignoti, c’è di nuovo l’amore a mettere ordine. Il susseguirsi delle ultime scene dell’ultimo episodio è caotico: veniamo gettati in un turbine di cose che ci disgustano. Ma solo per dimostrarci, una volta ancora, che l’ordine è possibile. L’ordine non è mai mostrato nella vita di Ted, né in quella di Barney o Robin, di Lily o Marshall prima della creazione di una famiglia stabile perché HIMYM è una serie-TV che racconta il caos, e come da esso possa emergere bellezza e senso. HIMYM è una narrazione caotica, di movimento perenne. I momenti di ordine della vita di Ted e Tracy non sono raccontati perché non è quello l’obbiettivo della storia! Ted è stato l’uomo più felice del mondo insieme a Tracy, lo sappiamo e lo sa anche lui, ma la storia va avanti senza chiederci il permesso e ci conduce al momento in cui il caos fa sentire la sua onnipresente potenza sovversiva: la madre muore, Barney divorzia e riesce a recuperare l’ordine dopo un nuovo stato di caos solo grazie all’amore, che si realizza nella nascita della figlia in una delle scene più emozionanti della serie. Proprio Barney è l’emblema dell’idea che muove la narrazione: in mezzo alla tempestosa successione di immagini senza senso della nostra esistenza ciò che davvero ci salva è l’amore, la relazione con le persone che ci stanno a cuore, l’unico modo in cui riusciamo a ordinarci e a vivere degnamente.

Ted vuole tutto questo come tutti noi lo vogliamo, e ora che lo ha perso, sente il bisogno devastante che lo obbliga a essere presente a sé stesso. Ted si rivela alla fine per quello che è: un uomo che racconta storie e che come tutti i narratori, scopre qualcosa che non sapeva su sé stesso. Ted scopre che rivuole quell’ordine perso in modo tragico e come quando, follemente, si era alzato sotto la pioggia per parlare con Tracy, adesso corre da Robin con il corno blu, compiendo così, per la seconda volta nella sua vita, un atto libero.

 

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